PAVIMENTI DI VETRO
Per pavimenti di vetro, si intendono tutte le superfici vetrate pedonabili, come per le superfici calpestabili di pedane,
sale, scale, camere, ecc., a cui viene chiesto di sopportare sovraccarichi da 250 a 400 kg/mq, ma anche oltre. Il pavimento
di vetro, opportunamente dimensionato, diventa così un elemento strutturale che, unitamente alla struttura di supporto, deve
essere calcolato e verificato come tale.
I pavimenti di vetro possono essere di vario tipo, abbinati a strutture metalliche, lignee o anche a travi di vetro.
Le tipologie di applicazione sono praticamente infinite, tutte però devono rispondere ad alcuni requisiti tecnici minimi,
che di seguito sono elencati:
Geometria: i pavimenti in vetro possono svilupparsi qualunque forma si desidera, quindi anche con moduli a geometria irregolare;
i limiti, oltre a quelli di carattere produttivo, possono essere solo quelli determinati da una eventuale particolare sagoma che
crei picchi di tensione in alcune regioni non ridistribuibili al contorno e non verificabili;
Vetro: Il vetro da impiegare per questa applicazione può essere di diversi tipi; è infatti possibile utilizzare dei normali
stratificati commerciali o, in alternativa, vetri temperati e stratificati con adeguato intercalare in PVB o similari.
E’ possibile anche l’uso di pannelli di vetro calpestabile a camera o con lastre di usura; nel caso di vetro camera è necessaria una attenta
analisi sul suo impiego per verificare che la deformazione del vetro e la distribuzione delle tensioni sul pannello, non siano
disturbate dall’intercalare del vetro camera o che – viceversa - le deformazioni o il carico, inficino la funzionalità
dell’intercalare; ovviamente l’intercalare del vetro camera non può essere quello solito del vetrocamera usato per finestre o
facciate continue, va bensì appositamente progettato per la specifica applicazione.
Struttura: la struttura di sostegno dei vetri deve essere rigida in maniera da assicurare la planarità dell’appoggio;
questa condizione è essenziale per evitare che la lastra di vetro possa deformarsi in maniera impropria e innescare la rottura
dei cristalli;
Appoggio: il vetro deve poggiare in maniera continua su tutto il suo perimetro; tra la lastre di vetro e la struttura portante, va interposta una guarnizione continua; questa guarnizione deve
essere un elastomero di adeguata durezza (solitamente di 70 IRHD da valutare comunque con la struttura di supporto); l’appoggio
del bordo del vetro deve essere progettato caso per caso, comunque di una dimensione mai minore allo spessore del vetro, in caso
di applicazioni esterne è da valutare l’effetto di stress termico.
Giunti: il giunto tra le lastre deve essere particolarmente curato e progettato in funzione della sagoma e della grandezza
delle lastre; in genere tra queste, viene posto un elastomero abbinato ad un cordone siliconico di sigillatura da applicare in opera;
Carichi: i pavimenti in vetro devono essere progettati in maniera accurata, soprattutto quando esiste il pericolo della
caduta nel vuoto. I carichi accidentali devono essere assunti secondo la normativa di riferimento ma, quando si usa il vetro,
è opportuno che il carico sia alzato in maniera tale che, in caso di rottura di uno dei cristalli che compongono la lastra del
pavimento - le restanti integre - sopportino adeguatamente il carico di progetto; è inoltre necessario verificare anche il carico
concentrato.
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